1/ TANTI AUGURI REGINA

Si mise sulla poltrona e slacciandosi la zip tirò fuori l’enorme cappella. La potevo vedere, già umida e gonfia, pulsava come se avesse un cuore al posto del membro.  Mi mostrava il cazzo come solo lui poteva  fare ed avevo voglia di farmelo sbattere in bocca. Non mi era concesso. La sua ricetta funzionava, lui la chiamava la dieta del cazzo, ed in effetti lo era. Quell’intruglio  che ingeriva ogni giorno lo rendeva un toro….O forse era solo il suo cervello ed il controllo mentale del suo corpo. Non lo so, io lo amavo , di giorno invisibile al mondo, di notte una bestia da letto mai sazia. Sosteneva da anni avere la ricetta per la virilità… ma come fare a capire se fosse davvero così.  Dom è Dom , non ci sono altre imitazioni.

 Mi trovavo  legata, a pecora, come piaceva a lui, la faccia rivolta verso il suo membro semi grondante di sborra mista alla mia saliva.  Il suo sapore  in bocca era così dolce…Quanto mi piace il suo cazzo.  Il mio culo  con le  chiappe ormai arrossate dalle sue mani dure e piene, messo in direzione di quello specchio antico, rifletteva al mio padrone il dildo infilato nella mia ormai colante figa ed il plug con il brillante azzurro nel mio buco del culo. Lui era innamorato del mio orifizio anale, quando mi leccava la vulva, assaporava tutto di me e non si faceva mai mancare il sapore dell’ ano. Ci infilava la lingua come se fosse un dito e passava minuti interi ad assaporarmi come un piatto prelibato. Mi scrutava e nonostante io avessi le mani legate dietro la schiena e due cuscini sotto il mio ventre nudo, potevo muovermi spingendomi  sul letto con le cosce. Avevo troppa voglia di prenderlo in bocca, volevo mi scopasse forte, come solo  lui sapeva fare.   La Sua  potenza non stava nella dimensione del cazzo, o meglio, era dotato, ma la vera magia risiedeva nell’ erezione a comando.  Avevo già tutta la sua seconda sborrata sulla mia faccia e quel cazzo era già duro e pronto. Lui sosteneva che solo io gli facessi quell’ effetto, ma come potevo esserne certa, in fondo non mi sono mai sentita così desiderabile. I suoi occhi non mentivano e gli sguardi che mi concedeva  distruggevano ogni mio dubbio, mi sbranava con gli occhi.

Si alzò dalla poltrona, si avvicinò prendendo una fascia di cotone dalla sua valigia argentata, mi afferrò  i piedi e li legò entrambi alla base del letto, poi mi slegò le mani e me le rilegò portandomele davanti. Ora ero comoda….ma  in trappola.  Mi sentivo una porca vulnerabile, ero la sua troia e sapevo mi avrebbe usata ed abusata come piaceva a lui. Come piaceva a me!  I suoi gesti così decisi e provocatori mi  fecero tornare in mente  la prima consulenza da sex coaches che fecimo anni prima ad una coppia dalla fiamma spenta,  lei era sulla cinquantina ed il marito coetaneo, goffamente,  imitava tutto ciò  Dom mi facesse. Ricordo ancora le urla di piacere della moglie bagnatissima e lo sguardo da puttana goduriosa. Rammentavo quanto  Mi sentissi così al suo fianco, stesa come lei e bagnata più di lei. In quel frangente non volevo finisse mai quell’ istante ed ora percepivo la stessa emozione.

Prese il telefono e non sò a chi… ma di sicuro mandò un messaggio a qualcuno…. Ero in panico. Non capivo cosa mi sarei dovuta aspettare. L’ eccitazione si fondeva alla paura, lo stomaco si contorceva e sentivo un senso di sbandamento mentale, nel contempo però ero in estasi e continuavo a grondare umori dalla vagina. Ero talmente eccitata e spaventata che anche il plug nel mio culo era umido come non mai.

Si avvicinò alla porta e l’aprì lasciandola socchiusa. Poi con un gesto automatico ruotò il regolatore di luci e si creò un’ atmosfera esageratamente oscura . Non riuscivo più a vedere  nulla. Questioni di attimi…. Accese la luce rossa del comodino.  Ora lo intravedevo, nuovamente su quella poltrona con il cazzo  nella mano sinistra e con un calice di vino nell’ altra.

<< Sei la mia puttana e ti amo da morire>> .  I suoi occhi non potevo scorgerli e definirli, ma sentivo il suo sguardo su di me. La sua voce era piena, mi placava quel senso di smarrimento e nonostante il terrore dell’ inaspettato, mi sentivo protetta.

Sentii la porta aprirsi lentamente, riconobbi il rumore sulla moquette di qualcuno e in un secondo momento sentii il rumore di tacchi. Vidi la sagoma di un uomo che gattonava con la catena al collo ed alle sue spalle  una donna che non riuscivo a definire,  teneva con grazia ma nello stesso tempo con soave sicurezza , il capo di quella catena. Capii che si trattava di una mistress, molto probabilmente era il suo schiavo quello a terra. Entrambi di bellissima presenza per ciò che potessi scorgere. Avevo il cuore letteralmente in gola, Non sapevo cosa fare. Dom mi fissava, non guardava nemmeno i suoi ospiti. Pronunciò con voce Ferma :   << liberalo>> .  C’era pochissima luce rossa, non riuscivo ad inquadrare la scena.

Il suo imperativo con quella donna mi fece capire che fosse opera sua.  La sua mente perversa aveva progettato quello scenario e dalla mia posizione io ne sarei stata di certo la preda.  Il cuore batteva nel petto e nelle tempie, lo sentivo ovunque, la mia vagina grondava.  Dio quanto ero eccitata e spaventata.

Liberò il suo ostaggio che gattonando salì sul letto portando al mio fianco quella massa di muscoli ben definiti , sembravano oliati ed appena usciti da una seduta di body building, mentre il suo volto era coperto da una maschera di pelle scura. Era Figo, molto Sexy e mi eccitava averlo a fianco, ma ero scombussolata e molto spaventata.

Dom posò il bicchiere e ordinò alla mistress di inginocchiarsi. Io osservavo. In me crebbe un sentimento che non saprei definirlo. Odio, gelosia, forse invidia oppure semplice paura e senso di smarrimento.  Dom è proprio questo, un creatore e gestore di sentimenti incontrollabili. Ora la vedevo bene la troia al cospetto di mio marito, era una stangona in ginocchio, capelli mossi ed una mascherina che le copriva gli occhi. Corpo da valchiria e sicuramente seno rifatto. Il classico donnone a cui  Dom dedica spesso i suoi pensieri.

Dom mi fissava con un ghigno sornione, mi spaventava sempre il non comprendere ciò che avesse in mente. Con gesto fermo e deciso afferrò la testa di quella donna ed avvicinandola al suo cazzo durissimo, glie lo sbattè nella bocca. Lei lo succhiava con devozione, lui godeva come un porco ma non mi distoglieva lo sguardo. 

“Sbattiglielo nella figa” , Pronunciando questa frase, afferrò la troia per i capelli e si avvicinò a me, facendo gattonare a sua volta la sua spompinatrice. Lo slave che stava al mio fianco, si mise il goldone, o meglio, non riuscendo a vedere il suo membro, capii dai gesti che stesse srotolando un preservativo. Ero in uno stato di ansia ed estasi. Non riuscivo a contenere quel turbine di emozioni che sentivo nel profondo del mio ventre. In quel frangente capii di avere un’ anima e che esiste davvero qualcosa di impalpabile dentro ognuno di noi , nel mio corpo non sentivo nulla, erano emozioni recondite ed extra sensoriali prive di ogni controllo.  Davanti al mio volto il cazzo di mio marito, bello turgido e pieno come piace a me, e quella puttana che gli leccava i coglioni depilati. Mi dava un senso di rabbia, ma avevo l’ acquolina in bocca. Volevo far  vedere alla dilettante come si ciuccia il cazzo di Dom. Sentii svuotarmi la figa, Il bel fusto alle mie spalle mi sfilò il dildo viola che colmava il mio piacere ed iniziò a penetrarmi con il suo  grosso arnese, Come Gli aveva ordinato il mio padrone.  Ma quanto mi piace scopare!

Ero inerme, scopata a pecora da uno sconosciuto e dinanzi a me avevo la mia anima gemella con il cazzo pronto da infilare nella mia bocca. Il baldo schiavo spingeva come un forsennato, tanto che mi sembrò addirittura di sentire il plug nel mio buchino spinto dai suoi pollici. Forse smanacciava fra le mie chiappe, ma ero troppo eccitata ed impegnata a fare la porca, tutto ciò che stessi subendo era per me goduria.  Nella stanza il rumore dei gemiti, era la cornice perfetta di una sessione in stile Dom.

La donna lecca palle si alzò, si tolse il reggiseno e le sue bombe gonfie come due meloni, ornarono quel corpo divino, muscoloso al punto di avere similitudine alla conformazione mascolina, tipico di donne che vivono di fitness. Sembrava davvero una valchiria. Dom mi prese per i capelli e mi sbattè il suo pene nella mia bocca da porca. Dio quanto mi piace essere la sua troia! Sentivo tutto, il cazzo del mastino che mi stava scopando, Dom che lo incitava e nel contempo mi soffocava con l’ ampiezza e la sua rigidità, la donnona che iniziò ad accarezzarmi e leccarmi la schiena. Il mio cuore pompava ad ogni gemito ed i loro respiri erano per me pura estasy.  Ero legata, ero scopata da due uomini ed una donna mi leccava. Un’ oblio di piacere programmato dal mio unico Re, ed io ero l’ unica Regina fortunata . La sua Regina. La sua puttana e schiava, per lui ero questo e mi sentivo tale.

Dom mi tolse il cazzo dalla  bocca e diede l’ ordine allo schiavo di spostarsi e di levarsi il profilattico. Egli eseguì ed andò in bagno per togliere il sapore di lattice da quel bellissimo pacco. La luce rossa della stanza non permetteva un’ ottima visuale, ma scorsi il  pisello in tiro di quel torello e per un’ attimo sperai tornasse il prima possibile, desideravo assaggiare quel frutto proibito.

Dom si mise dietro di me, io ero lavata, ero un vulcano di umori ma non ero ancora venuta a dovere, il mio orgasmo era vicino, sentivo il bisogno di esplodere e volevo farlo il prima possibile, A patto che non mi avesse liberato da quelle corde. Volevo godere fino ad ogni eccesso.

 Afferrò le mie chiappe, riconobbi le sue mani vigorose su di me, iniziò a scoparmi come solo lui sapeva fare, spingeva come un toro alternando la penetrazione da veloce a lenta, alternando di tanto in tanto con movimento circolare all’ interno della mia vulva quel pacco così duro e terribilmente tosto.  Sentivo la sua eccitazione. La donna di fianco a me venne attratta da Dom con il suo ordine diretto, le si avvicinò e si fece proferire qualcosa presumo all’ orecchio, a bassissima voce. Poi lo baciò mentre lui non smetteva di scoparmi a pecora come una puttana. Mi cavalcava con una foga da pornostar. Godevo troppo per farmi rapire dalla gelosia, non aveva mai baciato nessun’ altra fino ad oggi….. Non riuscivo a pensare, godevo e ansimavo come una giumenta.

Mentre  tornava lo schiavetto dal bagno sempre a gattoni, la donna mi prese per i capelli e mi avvicinò il volto alle sue mutandine in latex. Ero inebriata, ora sentivo anche l’ effetto di tutto quel vino bevuto che influenzava la mia percezione. Rimasi sorpresa quando notai sotto le mutandine un rigonfiamento che aumentava . Si tolse le mutande e disse ….. <<Tanti auguri Regina>>   e mi sbattè anch’essa il cazzo in bocca.

Non potevo crederci, un terzo cazzone tutto per me!

Ora mi trovavo con Dom nella mia figa, il cazzo di Edra nella mia gola e lo schiavetto al mio fianco che mi leccava i capezzoli infilandosi con la testa sotto il mio corpo nudo e straziato dal piacere. Dom incitava la trans chiamandola per nome ordinandole di riempirmi la bocca e di stringermi i capelli.

<<sei la mia porca>>  diceva Dom  <<sei una puttana>>  rispondeva Edra, io non avevo neanche un secondo di respiro, avrei voluto partecipare al turpiloquio dicendo quanto stessi godendo, ma il branco non mi dava respiro.

Inutile apostrofare  la scorpacciata di cazzi che feci quella sera, ma il rammentare  il momento dell’ esplosione di  Dom nel mio culo è d’ obbligo.

Mi slegò i piedi e mentre la trans si faceva ciucciare il cazzo dal suo sguattero per mantenere l’ erezione e dopo avermi slegato anche le mani, Dom da buon regista fece mettere sdraiato sul letto il bel fusto che aveva un pisellone enorme e venoso. Doveva essere talmente eccitato che si tratteneva dallo sborrare. Mi obbligò ad effettuare una 69 con lui, quindi La mia bocca sul suo cazzo e la sua lingua nella mia vagina. Ora Edra era dietro di me e sentivo il suo pene poco turgido ma presente nella mia figa. Colmava i miei desideri e la mia  vulva piena con  il clitoride lappato , mi trasmetteva  un’ incontenibile goduria prossima alla venuta.  Dom si mise dietro Edra ed inizò dopo essersi  incappucciato il pene, a scoparla con una violenza tale che ogni colpo nel culo di quella splendida creatura, si trasmetteva nella mia figa tramite il cazzo dell’ essere mistico ed affascinante. Un trenino dove il motore spingeva per farmi sentire la sua presenza.

Edra  gridava come una cavalla, sentivamo tutto il suo godere, al punto che venne sbraitando e gemendo come una puttana. Il cazzo e la potenza di mio marito le avevano provocato goduria nel giro di pochi minuti, facendole riempire il preservativo di sperma dentro la mia figa sempre più bagnata.

Edra si scostò, Dom con una foga allucinante si fiondò sulle mie chiappe e togliendosi il goldone afferrò del lubrificante oleoso e me lo spalmò nel buco del culo. Mentre trastullava il mio orifizio con le sue dita  per prepararlo alla monta , la bellissima trans gli ciucciava quel cazzone  prossimo alla mia goduria mentre lo schiavetto sbatteva la sua lingua sul mio clitoride profumato e grondante di umori.

Ero pronta, ero eccitata, sapevo che avrei goduto come una zoccola, Dom mi allargò le chiappe con decisione e con docili movimenti entrò nel mio ano. Dio quanto mi piace. Sentivo tutto, sentivo il suo respiro, sentivo il suo godere, la percezione della goduria andava amplificandosi ed adesso iniziava a spingere. Mollai il cazzo dalla bocca e gridai: “amore mi stai inculando……Dio che bello”

Colpi netti, forti, il mio culo sempre più largo, il suo cazzo sempre più duro , il cazzo nella mia bocca enorme. Edra mi accarezzava e mi diceva “godi bella puttana” con quella voce sinuosa. Dom mi stava sfondando letteralmente ed io dovevo esplodere. Ero la sua puttana condivisa.

 Non riuscii a trattenermi e raggiunto l’ orgasmo iniziai a gridare come una forsennata, e più gridavo, più i due cavalli si davano da fare . Dom spingeva nel culo, tobia leccava e colpiva con la sua lingua.

L’orgasmo perdurò per  un quarto d’ ora, ero sfinita, Mi sdraiai supina sul letto, i due stalloni mi riempirono di sborra segandosi su di me. Non saprei quanti orgasmi ebbi in quel frangente.   Mi assopii in una dormiveglia,  i miei muscoli erano tesissimi, sentivo solo il grugnire di un pompino animalesco al mio fianco ed una lingua che batteva tra le mie cosce.

Quando rinvenni  in me e lo stordimento dell’ alcool fu semi svanito, Dom era sulla Poltrona con un bicchiere di wisky ed un sigaro che fumava. 

 Dom e sigaro significava Pace ed orgoglio, ma questo nessuno può saperlo, perché nessuno conosce davvero Dom.  

Mi guardò negli occhi, era ancora carico e virile, il fumo annebbiava totalmente la stanza ormai rappresa dal profumo del suo puros. Poggiò sul tavolino di cristallo il bicchiere vuoto e sospirò…. aggiunse alla scena intensa le seguenti parole:

<< Domani si parte per Vieste, dobbiamo lavorare ad una festa per una coppia dalle idee molto chiare>>

Io come sempre, pendendo dalle sue labbra accennai un sorriso. Finalmente Dom si era ripreso dal suo oblio, dal mostro che vive e domina in parte la sua mente. Lui è il mio uomo e dentro di lui c’ è anche il mio antagonista. Io li amo entrambi e lotterò tutta la vita per non perderli.

Mi alzai dal letto ormai libera dalle catene del suo piacere, e con una lacrima che mi accarezzava il viso lo baciai in fronte e gli carezzai il volto con tutta la mia devozione.

<< Non resistivo più, ti aspettavo da tempo >> Proferii sapendo che prima o poi la sua mente me l’ avrebbe portato via. Ogni volta era una sofferenza il non sapere quanto tempo ci volesse al suo ritorno in sè.

Lui mi afferrò tra le sue braccia, in un silenzio intimo e profondo sussurrò << Ti amo, scusami per tutto>>

Mi scaraventò di peso sul letto ed iniziammo a fare l’ amore dolcemente, come forse giorni, settimane , mesi prima. O forse più. Non ricordavo.

Al prossimo episodio…..

Dom & Regina

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